PROGETTO GOLD 2011- Progetto Manuzio

Descrizione dell’esperienza didattica per il progetto “Manuzio 2011” :

indetto dai Giovani Imprenditori dell’Unione Provinciale Artigiani di Padova, vi hanno preso parte alcuni istituti scolastici della città e provincia.

– Il contesto sociale da cui è partita questa iniziativa di collaborazione tra il mondo imprenditoriale e la scuola  è quello di piccole realtà produttive inserite nel nostro territorio, in modo particolare strutture dove viene richiesta creatività e manualità (artigianato). La nostra scuola per tradizione e formazione, appartiene a questa tipologia di strutture, nelle quali durante il tempo i nostri allievi si sono inseriti dopo la conclusione degli studi o hanno intrapreso autonomamente attività di tipo artigianale o di ricerca approfondendo  il design orafo. Con questa iniziativa si intende valorizzare le realtà di sezione della nostra scuola e mettere in pratica l’alternanza scuola –lavoro.


– La finalità del progetto è stata quella di una stretta collaborazione con l’imprenditore partner, l’utilizzo delle sue strutture, le idee dei nostri allievi proposte tramite disegni e modelli degli oggetti realizzati e l’artigiano che ha rielaborato queste idee con macchine di alta precisione.

– Il nostro obiettivo è stato quello di far conoscere la creatività degli allievi in un contesto diverso  dal nostro istituto e creare un contatto collaborativo con la realtà del mondo del lavoro proponendo in  particolare il design legato alla creazione di oggetti di oreficeria , design del tessuto e materiale non prezioso. (vedi anche SCHEDA DIDATTICA)

– SCHEDA DIDATTICA

https://elichenuove.wordpress.com/progetto-gold-2011-progetto-manuzio/scheda-didattica-tanti-laboratori-ma-serve-un-filo-per-legare/

– UN PO’ DI STORIA

L’elaborazione del percorso progettuale è nata dall’analisi di un brano dal  testo di “Antoine de Saint-Exupéry”

Dall’ analisi del testo abbiamo scelto  con i colleghi, tre punti importanti : costruire, raccogliere e distribuire. La ricerca si è articolata lungo un “filo” conduttore.  Il “filo” come tessuto, il “filo” come trafilatura del metallo, il “filo” che unisce le varie esperienze. Da  ciò è iniziato il lavoro e la realizzazione delle collane.

 

Dai disegni su carta siamo passati ad una analisi informatica di modellazione solida delle forme ideate, da qui lo studio 3Dfast di Andrea  Sandi ha realizzato con le attrezzature ad alta tecnologia i modelli in materiale plastico.

Nel laboratorio della sezione di Arte del Tessuto abbiamo realizzato le collane tramite la tecnica giapponese “Shibori” che consiste nella tintura e modellazione di un tessuto di organza di seta legato strettamente attorno a un  supporto rigido  e successivamente tinto per immersione.

Nota– Shibori è la parola giapponese che indica una serie di diversi modi di trattare i tessuti. Il termine deriva dalla radice verbale “Shiboru”, che significa ritorcere, stringere, pressare. Lo Shibori è originario della Cina e del Giappone, ma si è diffuso anche nel Sud-Est asiatico. La tecnica pone l’accento sul processo di manipolazione del tessuto attraverso il quale esso perde la sua superficie bidimensionale, per acquistare una forma tridimensionale con la pieghettatura, la plissettatura, la cucitura o la torsione. Spesso il tessuto viene attraversato da cuciture fittissime che non lasciano passare il colore della tintura e creano disegni geometrici e lineari. Altre tecniche per fissare il tessuto sono l’annodatura o la legatura, che preparano la stoffa alla tintura tradizionale nel blu indaco o, recentemente, in altre colorazioni. La caratteristica speciale di questa tecnica è il tipo di pattern, anche piccolissimo e con bordi morbidi, che produce un effetto assai diverso dai pattern che si ottengono con le tecniche dello stencil, della cera e della colla.

La presenza della spirale d’argento che vi è inserita  rievoca le caratteristiche dell’oggetto – Shibori. Il movimento spiraliforme della  legatura e la tintura con diversi cromatismi valorizza il materiale e la trasparenza, mantenendo la plasticità del tessuto.

Nel laboratorio di oreficeria gli allievi hanno realizzato  una serie di spirali in filo d’argento con diametri diversificati, fondendo efficacemente le due esperienze. La collana in argento 925 è stata  costruita sulla sezione quadrata di un filo d’argento trafilato a mano e lavorato  utilizzando le tecniche  della tradizione orafa padovana.

Il percorso è continuato in contemporanea su più fronti, nella parte grafica, nel laboratorio di oreficeria, con l’uso del computer con il programma Rhinoceros alle elaborazioni tridimensionali, nella sezione di tessitura sino alla collaborazione del  laboratorio dell’imprenditore artigiano.

Come metodo di insegnamento e apprendimento, con il gruppo di studenti coinvolti nel progetto e i docenti delle due  discipline di indirizzo (arte dei metalli e oreficeria e arte del tessuto), sono stati suddivisi i compiti “operativi” per area ed abbiamo applicato  l’interdisciplinarietà, compresa la partecipazione dell’artigiano partner.

 

La valutazione finale è stata fatta verificando le difficoltà incontrate durante il percorso e le modifiche che sono state applicate agli oggetti in corso d’opera. Il risultato finale “concreto” e stato l’aver vinto il primo premio per questa iniziativa.

Sono dieci anni che il nostro Istituto collabora, per questo evento, con l’unione Provinciale Artigiani di Padova, abbiamo anche percorsi di stage estivi per gli allievi, corsi nei laboratori del nostro istituto sugli “antichi mestieri” e incontri nell’ambito dell’impresa artigiana.

Partecipazioni-

Gruppo classe   5 D   sez. Arte del Tessuto
Docenti:  Donatella Michelon   progettazione
Prisco Zanardi   laboratorio stampa e tessitura
Allieve: Allegro Jasmine, Arzano Assunta, Chieregato Elisa, Pinton Elisa, Rosati Silvia, Volpin Silvia

Gruppo classe    4 C   sez Arte dei Metalli
Docenti: Giorgio Fiorenzato  progettazione,
Daniele  Capuzzo   laboratorio
Claudio Pastorello ,  progettazione e coordinatore.
Allievi: Mazzucato Martina, Falaguasta Andrea, Ghion Alessia, Marcato Jacopo, Improta Marco, Lazzari Laura, Nicolè Michele, Griggio Claudia.

Ditta collaborativa 3Dfast di Andrea  Sandi di Padova

 Riferimenti in rete:

http://www.upa.padova.it/WWW/news/comunicati/2011/05_27_premiazioneManuzio.pdf

https://elichenuove.wordpress.com/2011/06/08/al-progetto-%E2%80%9Cmanuzio%E2%80%9D-2011-cerano/

http://www.3dfast.it/index.php?option=com_content&task=view&id=13&Itemid=28

http://videopartners.webmobile.tv/pagina-index.asp?pg=3&VideoId=106

Scheda didattica: Tanti laboratori ma serve un filo per legare

TANTI LABORATORI MA…SERVE UN FILO PER LEGARE

Descrizione dell’esperienza identificando la domanda, i committenti e i referenti

–         richiesta di progettazione: richiede l’ interdisciplinarietà  tra sezioni diverse di uno stesso istituto, in questo caso istituto d’arte

–         committente esterno:  in questo caso, Gruppo giovani imprenditori, Camera Commercio Padova, Unione Provinciale Artigiani

–         referenti interni alla scuola: responsabili di laboratorio (Sezione Lab. Tessuto e Sez. Lab. Metalli e oreficeria)

–         referenti esterni (partner)

L’innesco dell’esperienza:

– una frase, tratta in questo caso da uno scritto di  Antoine de Saint Exupéry

Riflessione didattica:

–         progettare partendo da un “filo conduttore”

–         dalle parole ( e-vocanti)  alle immagini che da queste derivano: traducibilità dei linguaggi nelle espressioni d’arte

–         fusione dei linguaggi attraverso una rappresentazione

–         dal segno-disegno della parola alla grafia della grafica progettuale

–         attualizzazione del disegno in un segno materiale- materico:costruire un segno attraverso la scelta dei materiali

–         annodare i linguaggi specifici degli indirizzi ai linguaggi dei ragazzi coinvolti in gruppi (vedi nota

–         connettere i materiali tra loro attraverso una nuova riconfigurazione linguistica ( l’uso dei linguaggi progettuali computerizzati, la progettazione in 3D, la prototipazione)

–         la divulgazione e l’esposizione di un’opera d’arte come traduzione simultanea di tutti i linguaggi utilizzati attraverso la percezione sensoriale dei fruitori, riaprendo la ciclicità del processo

–       ora si può riformulare ancora un altro progetto: ritraduzione del testo (fotografico, letterario, visivo,…) in immagine, in progetto…

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