Magari allargando i propri (con)fini si riescono a superare i propri limiti?

La disfatta della scuola. Una tragedia incompresa- Marietti Editore-2009

Porto questo libro, tra i tanti testi che si possono trovare sull’argomento, perché non nasce in casa nostra, ma nella vicina Francia, la casa di quel trio indissolubile che legava Liberté con Égalité e Fraternité.

Mi domando che fine abbiano fatto oggi, se siano solo trame di invisibili proclami di un Narcis(ism)o sempre più arido, non mitico e/o artistico, oppure siano scenari da teatri di province abbandonate.

Il libro, raccogliendo la voce di più interventi, di più autori,  traccia con dettagli precisi il quadro: lo stato dell’ attuale  sistema educativo francese che, a detta degli autori, coinvolti in più settori della formazione e della didattica, pare versi in una condizione di decadimento profondo e non dissimile da quello del nostro paese. La globalizzazione  riguarda anche il degrado e questo sembra intaccare  senza differenze ogni stato, ogni nazione. O forse si tratta di volontà?

Sta di fatto che, pur avendo età ed opinioni  diverse tra loro, gli autori concordano nel diagnosticare le cause, le matrici di tale degrado. Essi presentano una diagnosi  che è precisa e circostanziata e avverte sullo stato allarmante della scuola,  ambito educativo per il quale non si può fingere indifferenza e mancanza d’interferenza con il futuro. Analizzano cause e origini di tale stato di abbandono, la responsabilità che, a loro avviso, non è da imputare agli insegnanti,  vittime  a loro volta della situazione. Salgono ai vertici, da cui ricade a pioggia, la diffusione di un virus distruttore letale.

” Sono i detentori del sapere-  a loro avviso-  coloro i quali, in pochi decenni, hanno distrutto la scuola del sapere introducendo le cosiddette “scienze dell’educazione”, che riducono l’uomo a un corpo soggetto a pure leggi – psicologiche e sociologiche – e privato della sua libertà.”

Non è solo d’oltralpe la scena di questo teatro dell’abbandono e del degrado, non è circoscrivibile al solo sistema educativo francese dunque,  ma europeo, non solo italiano, lo sfacelo che ne consegue.

Sembra una sveglia, una sveglia che ormai suona l’allerta in ogni stanza dell’educazione. Forse sarebbe l’ora di aprire gli occhi, di agire insieme anche come collettività europea?

Interventi di: Yvonne Cloarec, Pierre Farago, Jean-Pierre Ferrier, Catherine Krafft, Laurent Lafforgue, Marc Le Bris, Liliane Lurçat, Guy Morel, Pierre Perrier, Liliane Picciola, Marie Teissedre, Bertrand Vergely

fernanda ferraresso 6 gennaio 2010

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2 risposte a “Magari allargando i propri (con)fini si riescono a superare i propri limiti?

  1. Grazie per la visita Preside. Ho concordato, con il responsabile della nostra biblioteca, affinché invii delle recensioni brevi dei nuovi testi offerti in lettura, oltre a quelli che riguardano più specificamente questo argomento.
    L’indirizzo, in ogni caso, a cui inviare resta quello già indicato:
    elichenuove2010@live.it
    A risentirci presto.
    f.f.

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